Terminator 2 (film)

0 2

Se si pensa al cinema statunitense degli anni Ottanta , in particolare a quello d’azione , come i vari “Arma Letale” , non può non venire immediatamente in mente la saga di “Terminator”, nata dal film diretto da James Cameron , poi diventato famoso per “Titanic” e per tutti i kolossal a seguire , “Avatar” in primis , nel 1984.
Il muscoloso Cyborg venuto da un lontano futuro per uccidere , con le fattezze dell’ora (incredibile a pensarci, soprattutto vedendo il film) governatore della California, Arnold Schwarzenegger, ha conquistato talmente tanto pubblico dell’epoca che sette anni dopo, nel 1991 , il regista ha deciso di riprovarci: è così che è nato “Terminator 2” , mantenendo gli stessi attori del primo film , nonostante nel primo episodio il robot venisse distrutto, cambiando la prospettiva.
Se nel primo film , infatti , il cyborg era all’inseguimento della protagonista, il cyborg protagonista del secondo episodio viene costruito per difendere il figlio della giovane, quello di cui il primo robot tentava di evitare la nascita , curiosamente con le stesse identiche fattezze dell’antico assassino.

Insomma, sempre Schwarzenegger , ma stavolta buono invece che cattivo.
Cameron , ottimo regista come sempre , dirige un film decisamente piacevole , rivolto di fatto agli amanti del genere ma in grado di conquistare un po’ tutto il pubblico.
Merito indubbiamente dei miglioramenti apportati rispetto al primo episodio: se infatti il primo “Terminator” tendeva ad essere piuttosto cupo, chiuso in un inseguimento al cardiopalma , il secondo episodio , sebbene rimanga un film d’ azione da ogni punto di vista , al contempo riesce a conquistare una solarità ed una piacevolezza completamente estranei al primo film.
Sicuramente la causa di questo differente effetto sta principalmente nel fatto che il robot assume un ruolo positivo , con un atteggiamento quasi amichevole nei confronti dei due protagonisti , mantenendo allo stesso tempo la freddezza del cyborg.

E questo riesce , in più di una sequenza , a far sorridere , proprio grazie al buffo contrasto che ci si trova ad osservare.
Ma anche il protagonista , Schwarzenegger, sembra forse trovarsi più a suo agio in questa parte positiva che in quella cattivissima del primo robot assassino , riuscendo a comunicare il contrasto tra la macchina ed al contempo una sorta di sentire più simile a quello dell’uomo .
Si tratta quindi di uno dei rari casi in cui il secondo film sembra essere migliore del precedente , aggiungendo emozioni che nel primo sfuggivano completamente , chiuso com’era nel ruolo di film d’ azione puro e semplice .
Certo , vederlo ora , tra la fotografia ed i costumi , fa davvero sorridere , dal momento che è estremamente datato , soprattutto in questi due aspetti della pellicola.
A maggior ragione, però, un film da vedere, o meglio, da rivedere.

Piaciuto l'articolo? Fallo conoscere a tutti:

  • Facebook
  • del.icio.us
  • Google Bookmarks
  • Print
  • Twitter
  • Yahoo! Buzz
  • Digg
  • StumbleUpon

Potrebbe piacerti anche Altri autori

E tu che ne pensi?

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Giudizio Generale:
This site uses cookies. Find out more about this site’s cookies.