Tonino Guerra (tutte le poesie)

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Tonino Guerra fu un poeta e sceneggiatore romagnolo nato il 16 marzo del 1920 a Santarcangelo di Romagna.
Durante la sua prigionia in uno dei campi di concentramento tedeschi, iniziò a comporre versi in lingua romagnola, raccolte nei libri “I scarabocc“, del 1946, e “I bu”, grazie al quale viene consacrato grande poeta e diede nuovo lustro alla poesia dialettale.
Negli anni 50 diede inizio, durante una trasferta a Roma, alla sua carriera di sceneggiatore, godendo dell’onore di collaborare con i più grandi registi italiani: Casadio, De Santis, Petri, Vittorio De Sica, Damiani, Monicelli, Bolognini, Lattuada, Giraldi, i fratelli Taviani, Rosi, Fellini, Bellocchio e Antonioni.

Guerra non fu solo un grande poeta e sceneggiatore, ma anche autore teatrale e di sceneggiati per la televisione, scultore e pittore.
Ma la sua passione rimase la poesia, che scrisse anche per il teatro vincendo il Premio Pirandello.
Nel 2002 fu nominato Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine del Merito dal Presidente della Repubblica Italiana e nel 2004, a Strasburgo, ritirò il premio come Miglior Sceneggiatore Europeo. Numerosi sono i premi riconosciuti a questo grandissimo artistico da istituzioni presenti in tutto il mondo.
Le poesie del poeta romagnolo son riuscite a restituire nuova dignità alla produzione letteraria dialettale, riuscendo a superare i troppo spesso ritenuti invalicabili limiti linguistici.

Tra le poesie più toccanti vi sono quelle scritte durante la permanenza nei campi di concentramento tedeschi, che raccontano come nella vita si debba tener conto delle piccole cose, dei piccoli dettagli che spesso vengono trascurati, ma che contribuiscono a dare forza e senso alle nostre vite. Un tema ricorrente è la natura, il suo sbocciare in primavera e la presenza delle farfalle, che per lui simbolizzano la libertà e costituiscono un messaggio di bellezza, come recita nella poesia “La Farfalla“, scritta dopo essere stato liberato in Germania: “Contento, proprio contento/ sono stato molte volte nella vita/ ma più di tutte quando/ mi hanno liberato in Germania/ che mi sono messo a guardare una farfalla/ senza la voglia di mangiarla.” Parole semplici e delicate che racchiudono tantissima sofferenza ed una evidente sensibilità dell’animo.
Le parole scritte nelle sue poesie incitano spesso un ritorno alla natura primitiva dell’uomo, troppo spesso condizionato e distratto dai prodotti del progresso, al punto da dimenticare la bellezza, il piacere e l’importanza che la natura offre. Nella poesia “L’aria” il poeta diceva: “L’aria l’è cla roba lizira/ che sta dalonda la tu testa/ e la dventa piò cèra quand che te roid (L’aria è quella roba leggera/ che sta intorni alla tua testa/ e diventa più leggera quando ridi). La semplicità delle cose ma anche dei gesti quotidiani, espressa con la massima delicatezza delle parole, che il poeta amava spesso recitare e fare arrivare a tutti dalla sua viva voce.
Un’altra delle poesie che meglio esprimono il pensiero di Tonino Guerra è, senza dubbio, “Amarcord“: “Lo so, lo so, lo so/ che un uomo, a 50 anni/ ha sempre le mani pulite/ e io me le lavo due o tre volte al giorno/ ma è quando mi vedo le mani sporche/ che io mi ricordo di quando/ ero ragazzo.” Con queste parole il poeta ritorna sul tema della semplicità, intesa come vita a contatto con la natura, capace di donare una felicità infinita.

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