Translucent Mirror Sony (fotocamera)

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Il colosso Sony con le sue fotocamere “transluncent mirror” cerca di dare una svolta decisiva alla tecnologia reflex, eliminando in un colpo solo quelli che sono stati da sempre i limiti invalicabili della meccanica reflex digitale e non. A dirla tutta non è la prima volta che viene tentato questo sistema: la prima risale al 1965 con la Canon Pellix, poi la stessa casa ritentò nel 1989 con i modelli EOS-RT e nel 1995 con gli EOS-IN RS.
Questa technologia elimina il tradizionale specchio ribaltabile delle reflex standard, sostituendolo con uno translucido, cioè semitrasparente, che riflette la luce senza interruzioni una parte al sensore ed una al sistema autofocus a rilevamento di fase a 15 punti. Il puntamento avviene tramite il display posteriore o attraverso il mirino elettronico true-finder di elevata qualità che non lascia la nostalgia dei pentaprismi delle reflex standard; i vantaggi conseguiti con questo sistema sono ovvii: togliendo il macchinoso sistema del ribaltamento dello specchio, oltre ad eliminare le classiche rumorosità si riducono notevolmente i tempi di scatto arrivando agevolmente a circa 10 fps, ed anche l’autofocus ne trae vantaggio potendo lavorare sull’immagine senza alcuna interruzione, come invece avviene nelle reflex DSLR, che nei casi di riprese di soggetti in velocità devono appoggiarsi a software di predizione che calcolino il punto in cui si troverà il soggetto dopo il ribaltamento dello specchio, al momento dell’esposizione sul sensore. I problemi che Canon aveva trovato nei suoi primi tentativi erano basati sul fatto che lo specchio semitrasparente devia circa il 30% della luce captata al sistema autofocus, mettendo in difficoltà la fotocamera in caso di luce scarsa; con le tecniche odierne è stato possibile dotare questi apparecchi di sensori sufficientemente sensibili, scongiurando sulla carta questa penalizzazione. Questa serie di ottime fotocamere è infatti dotata di sensori APS CMOS Exmor di elevata qualità, con 14,4 MP per la Alpha 33 e 16,2 per la Alpha 55, che arrivano agevolmente ad una sensibilità di 6400 ISO senza troppo rumore di fondo. A questa grossa innovazione Sony a aggiunto altre chicche tecnologiche per condire il tutto, come il sistema di stabilizzazione interno “Steady shot inside” che ti permette di risparmiare 4 stop a mano libera, lo schermo posteriore basculante e la funzione “Auto HDR”, che permette di creare queste foto ricche di dettagli in semplicità e senza software aggiuntivi. La dimensione totale dell’apparecchio riesce ad essere contenuta, ovviamente per la mancanza del sistema mobile, e le fotocamere Translucent mirror di Sony si avvicinano alla compattezza di una superzoom, mantenendo l’intercambiabiltà degli obiettivi reflex e la compatibilità col parco ottiche Sony. Le fotocamere riescono anche a registrare filmati in full HD a 1080i, con tracking autofocus continuo, sempre utilizzando le proprietà del sistema a specchio semitrasparente. Sinceramente sono molto attirato da questo sistema, che potrebbe rappresentare una nuova era della fotografia digitale semiprofessionale e forse anche professionale; ai posteri l’ardua sentenza.

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