Tutti gli uomini del re (film)

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Vi sono dei film come “Tutti gli uomini del re” che non hanno tempo, questa è la principale caratteristica dei capolavori rispetto ai film che fanno cassetta e durano il tempo di una stagione.
“Tutti gli uomini del re” si inscrive nel filone dei film di denuncia come ad esempio “Quarto potere” la pellicola del 1941 diretta da Orson Welles; non è un caso che la cinematografia statunitense periodicamente ritorni sul tema del potere e della corruzione presente nel sistema politico di un paese che, nonostante tutte le contraddizioni, riesce ad esprimere degli antidoti che sono la vera salvaguardia della democrazia, spesso messa in pericolo, da coloro che se ne servono per il proprio tornaconto.

Parliamo di “Tutti gli uomini del re” idel 1949 o del remake del 2006? Il film del 1949 diretto da Robert Rossen meritò i tre premi Oscar e cinque Golden Globe , il remake del 2006 per la regia di Steven Zaillian non ha ripetuto il successo del primo, le ragioni sono le stesse per cui quando si parla di “Via col vento” ci si riferisce al film del 1939 di Victor Fleming.
E’ difficile ripetere il successo quando viene fatto il confronto con chi ha stravinto, tuttavia anche il remake del 2006, nonostante le stroncature impietose della critica cinematografica, andrebbe rivalutato, se non altro perchè i volti degli attori non portano quella patina di datato che caratterizza tutte le vecchie pellicole.

Versioni a parte, “Tutti gli uomini del re” non è solo la trama di una storia messa in pellicola, ma rappresenta un ammonimento che si dovrebbe sempre tenere presente soprattutto quando si è tentati di credere alle promesse del demagogo di turno.

Non esiste politica immune da cinismo e anche chi è animato da buoni propositi, una volta che entra nell’ingranaggio del potere ne viene corrotto.
Ancora una volta nel film ritorna il ruolo del giornalismo inteso come il pungolo che mette davanti alle proprie responsabilità il potere politico ed è proprio attraverso un giornalista che viene narrata la storia di Willie Stark.

Il personaggio principale del film è Willie Stark che dapprima denuncia l’affarismo presente nella politica, riesce poi col voto popolare ad essere eletto arrivando a ricoprire la carica di governatore e alla fine viene travolto proprio da quel meccanismo di corruzione che inizialmente aveva denunciato e che poi aveva finito per praticare.

E’ un film drammatico ed amaro, senza speranza che presenta il volto peggiore della politica ecco perchè la trama affronta un tema senza tempo e che pone degli interrogativi sui meccanismi di consenso che legittimando democraticamente qualcuno a governare, finiscono poi col legittimarne anche l’impuntà.
C’è però un fatto che dovrebbe fare riflettere soprattutto noi italiani: nella società americana non c’è spazio alla legittimazione della corruzione politica e della sopraffazione, il politico che sbaglia paga, qualunque sia la carica ricoperta e al di là del fatto che abbia avuto il consenso del voto.

Consigliata la visione di entrambe le versioni.

PREZZO

Entrambe le versioni sono disponibili su supporto DVD: il film del 1949 è venduto a euro 7,90, quello del 2006 a euro 9,90, entrambi si possono acquistare online su IBS.

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