Twilight Breaking Down – Parte 1

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Harry Potter e i Doni della Morte ha fatto sicuramente scuola: due film sono meglio che uno. Per i guadagni soprattutto. Era quindi logico aspettarsi che anche i produttori di una serie ben riuscita come The Twilight Saga facessero lo stesso. Attenzione: ben riuscita grazie ai guadagni ai botteghini, non di certo per la qualità della stessa.
Per essere più precisi, inizialmente si pensava che Breaking Down (diviso in ben 3 volumi dalla bravissima Stephenie Meyer) potesse essere concluso con una sola uscita al cinema, ma alla fine si è optato per dividerlo un due parti. Questa decisione era stata accolta anche da me con favore visto che una sola puntata sarebbe stata troppo poco per raccontare tre volumi così pieni di avvenimenti, ma dopo averlo visto mi sono reso conto che è stato solo un modo di prolungare l’agonia dei poveri fan.
L’attesa particolare per questo episodio è dovuta al fatto che finalmente Bella (Kristen Stewart) ed Edward (Robert Pattirson) si uniranno in matrimonio per quindi avere il loro primo rapporto non platonico. Unione che inizialmente non avrà degli splendidi risultati e costerà a Bella più di qualche livido. Comunque, Bella ed Edward (anche se lui non ne è troppo convinto inizialmente) insistono fino a quando la ragazza scopre di essere in attesa di un bambino. Il primo incrocio tra un essere umano e un vampiro.

La gravidanza porta a Bella molti problemi. Per prima cosa si ammala dimagrendo e deperendo moltissimo. Secondo, ma non ultimo problema, i lupi venuti a conoscenza del suo stato cercano di ucciderla. Tutti tranne Jacob (Taylor Lautner) ovviamente.
Alcune scene interessanti ci sono sicuramente, ma si contano sulle dita di una mano. La scena del parto poi non rende affatto il film più diferibile.
Insomma, secondo me questa Prima Parte di Breaking Down segna addirittura un grosso passo indietro rispetto all’episodio precedente: Eclipse. Le scende d’azione sono certamente minori.
In attesa della Seconda Parte che verrà data al cinema tra un anno, continuo a sperare che gli autori trovino il modo di rifarsi. Probabilmente spero per niente, ma l’importante è che termini presto questa agonia.

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