Vertigine della lista, Umberto Eco (libro)

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La storia della letteratura è ricca di liste: in esse vi sono enumerati elenchi infiniti che ci dimostrano e ci fanno sentire come qualcosa di tangibile la vertigine dell’immenso e illimitato che si perde nell’ universo delle parole e delle immagini. Già in Omero, così come in seguito in Esiodo o in Ezechiele, in Gadda o Joyce, l’ arte dell’ enumerazione racchiude in sè due modi di rappresentare il presente o ciò che ci circonda attraverso delle liste, degli elenchi che simboleggino non solo la quantità effettiva delle cose enumerate ed enumerabili, ma anche concetti, immagini e astrazioni a cui non sempre riusciamo a dare una reale entità e quantificazione oggettiva.
Questo saggio scritto da Umberto Eco ed edito da Bompiani nell’ ottobre 2010, lo scrittore e semiologo italiano di fama mondiale si sofferma sull’ interpretazione letteraria e filosofica del concetto di lista sia nell’ arte che nella letteratura antica e moderna, sia nella musica che nella filosofia stessa. In particolare Eco si concentra sull’ idea e sulla concezione degli elenchi come puro piacere dell’ enumerazione e dell’ associazione fra loro di elementi che in origine non hanno nulla in comune, espresse nelle enumerazioni caotiche. Ma non solo. Come nei poemi epici o nella stessa Bibbia, Eco analizza la cantabilità degli elenchi, che diventano quindi come cantilene, nenie, filastrocche da tramandare di padre in figlio ad imperitura memoria del proprio passato e delle origini del creato.
Non sono solo le parole a poter essere elencate, ma anche le immagini di un quadro ad esempio possono suggerire un’ infinità di enumerazioni che tracimano i confini stessi della cornice, trascinando il lettore così come lo spettatore in un’ autentica vertigine senza confini.

A dimostrazione delle sue tesi, espresse in questo lungo saggio di 410 pagine, Umberto Eco ha organizzato al Louvre di Parigi, dove da alcuni mesi ricopre l’incarico di “guest curator”, una serie di eventi che portano lo stesso nome del libro, “Vertigine della Lista”, dedicati all’uso degli elenchi e delle liste nel mondo dell’arte e delle cultura in generale.
Un saggio quindi, ma anche un’antologia preziosa ed accuratamente scelta su un tema poco trattato in passato ma che racchiude una fonte di informazioni e di curiosità mai evidenziate prima.
Umberto Eco, nato ad Alessandria nel 1932, non è nuovo alla saggistica, dopo aver pubblicato Trattato di semiotica generale (1975), I limiti dell’interpretazione (1990), Kant e l’ornitorinco (1997), Dall’albero al labirinto (2007) e, insieme a Jean-Claude Carrière, Non sperate di dimenticarvi dei libri (2009), in termini accademici e non. Ma la sua fama ha raggiunto i massimi livelli grazie anche alle sue opere letterarie e ai romanzi storici come, cito i più noti, Il nome della rosa (1981), Il pendolo di Foucault (1988) e Baudolino (2000). Il suo impegno non si profila solo nell’ambito della scrittura ma spazia inoltre nello studio del Medioevo, sulla semiologia, la filosofia e la massmediologia.
In conclusione, un saggio per appassionati e curatori dell’argomento, per gli amanti dell’arte e della storia che non cercano storie romanzate ma erudite riflessioni e delucidazioni sull’impossibilità dell’uomo, alla fine, di enumerare l’infinito.

Vertigine della Lista è reperibile il libreria e online al prezzo di 39 euro.

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