Vitamina E e C (salute)

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Le vitamine sono sostanze indispensabili per la crescita e per le normali funzioni del metabolismo del nostro organismo, in cui è presente in piccolissime quantità e da cui non viene sintetizzata.
Le vitamine si distinguono in due grandi classi:liposolubili o solubili nei grassi (A,D,E,K) e idrosolubili o solubili in acqua (B1,B2,B6,B12,C,…)
La carenza nell’apporto di una o più vitamine dà luogo a quadri patologici noti come avitaminosi, che possono essere efficacemente trattati con un’adeguata terapia vitaminica.

Si sente spesso parlare della vitamina C, ma meno della vitamina E.

Le sostanze che costituiscono il gruppo noto come vitamina E sono dette tocoferoli.
Poiché l’organismo umano non sintetizza i tocoferoli,l’unica fonte di vitamina E è rappresentata dalla razione alimentare; i cibi di origine vegetale ( lattuga, cavoli, farina,germe di grano, olio di semi di arachide) sono in genere più ricchi di vitamina E degli alimenti di origine animale. Nella mia alimentazione cerco di non farmi mancare pane bianco, riso, burro, olio d’oliva, emmental, cioccolato fondente, uova che contengono piccole quantità di vitamina E.

Questa vitamina viene assorbita a livello dell’intestino tenue.
Il fabbisogno quotidiano è valutato in 10-30 mg.
E’ poco conosciuta, comunque questa vitamina esercita certamente un’azione sulle funzioni riproduttive . Ho letto che la sua carenza provoca negli animali da laboratorio disturbi genitali e anomalie nella gestazione.
La vitamina E ha inoltre un’azione antiossidante generale e svolge una funzione importante nell’ambito dei tessuti muscolari. Sembra anche che protegga le emazie contro l’emolisi, che faciliti l’adattamento dell’individuo alle variazioni della pressione di ossigeno atmosferico e che partecipi ai meccanismi metabolici delle proteine e dei glicidi.
L’insufficienza di vitamina E può compromettere la fragilità capillare

Più nota è la vitamina C, o acido ascorbico, la cui mancanza provoca lo scorbuto
Contrariamente alla maggior parte degli animali, che sono in grado di sintetizzare la vitamina C, l’uomo deve soddisfare il proprio fabbisogno esclusivamente con l’apporto alimentare, mediante il consumo di ortaggi (legumi freschi, pomodori, cavoli, spinaci) e soprattutto di agrumi ( arance, limoni, pompelmi); in minor quantità questa vitamina è contenuta in altra frutta come banane, ciliegie, mele, pesche, uva; anche la carne fresca e il latte contengono un certo quantitativo di vitamina C però si disperde quasi completamente con la cottura.
L’assorbimento avviene a livello dell’intestino tenue; la vitamina in eccesso (ad esempio per ingestione di farmaci che la contengono) viene rapidamente eliminata per via urinaria.

Il tenore di vitamina C tende a diminuire nel mio organismo poiché sono una donna anziana e soffro di malattie reumatiche.
Sapendo che il fabbisogno è di 70-100 mg giornalieri, utili anche per il riassorbimento del ferro, cerco di mangiare molti mandarini e di bere spremute di arance.
Cucino spesso il fegato di vitello (32 mg di vitamina C in 100 g di alimento), ma so che la cottura purtroppo disperde parecchi mg di vitamina C.

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