Leggere

Haiku (arte poetica)

Tutto il mondo è poesia: si, so che non era propriamente questo il detto, ma vi siete mai soffermati a pensare a quanti modi di fare poesia esistono?

In Inghilterra, ad esempio, la rima funziona tra parole che hanno una pronuncia dall’assonanza similare. In Giappone, invece, abbiamo gli Haiku, l’arte più sublime di poesia che abbia mai potuto leggere.

Ho provato una sola volta a cimentarmi con la creazione degli Haiku, nella mera illusione che essendo brevi poesie, potessero essere semplici da creare: molto presto mi resi conto che non era così e che, come per ogni poesia, gli Haiku hanno determinate leggi e regole da rispettare.

Innanzitutto gli Haiku non hanno un titolo: qualsiasi breve poesia viene messa per iscritto senza titolo, come per le poesie italiane o straniere, poiché la brevità degli Haiku non ha bisogno di alcuna forma di spiegazione. Devono essere obbligatoriamente di tre versi per un totale di 17 sillabe con una metrica di 5-7-5.

E’ necessario fare riferimento ad una delle quattro stagioni ovvero includere il Kigo all’interno dell’Haiku; come per le poesie classiche dove esistono varie tematiche, gli Haiku possono avere due diversi stili: il primo stile presenta il tema della composizione in un verso per ampliarlo negli altri due; il secondo stile vede due temi in armonia o contrasto tra di loro.

La terza regola dell’Haiku è quella di inserire i quattro elementi definiti: sabi, wabi, mono no aware e yugen noti come i quattro stati d’animo fondamentali, perché l’Haiku tratta essenzialmente di questi temi associati e descritti in maniera impeccabile da coloro che ne sono maestri.

Mi rendo conto che la mia creazione non può essere definita un Haiku ed anzi suona più come un tentativo di emulare qualcosa alla quale neanche mi sono avvicinata. E’ per questo che consiglio, a chiunque voglia avvicinarsi a questa forma d’arte, di leggere prima le grandi opere di chi ha saputo comporre Haiku in maniera perfetta.

Una caratteristica particolare degli Haiku, che spesso mette in difficoltà coloro che cercano di approcciarsi a questa forma poetica, è l’assenza di termini inutili con i quali si allungherebbero le frasi e, soprattutto, l’assenza di articoli; negli Haiku, infatti, si tende ad usare davvero in maniera centellinata qualsiasi articolo.

Negli Haiku non ci sono né rime né metafore: non è nel costume giapponese fare uso di metafore all’interno di queste brevi poesie che lasciano comunque un grande senso nell’animo e risultano ugualmente profonde, come se la loro metrica fosse molto più lunga di quanto realmente non sia.

Per quanto possono sembrare regole semplici, scrivere un Haiku non è semplice: ci vuole una mente libera, una serie di regole ben impresse e alle quali attenersi, una carica emotiva che possa aiutarci a scrivere il nostro Haiku, carta e penna perché sono certa che qualsiasi momento potrebbe essere buono, perché l’ispirazione non ha orari fissi.

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