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Problemi a scuola del figlio (istruzione)

Inizia l’adolescenza, i figli cominciano a frequentare le prime comitive, i primi partner, le prima vere distrazioni della vita. E da dove si toglie spesso il tempo? Dalla scuola! Magari ritenendola non importante, magari pensando che va bene pensare ad aspirare al massimo alla sufficienza e soprattutto pensare che “tanto alla fine dell’anno si viene promossi anche con i debiti”. E’ vero, moltissimi ragazzi la pensano così e quasi tutti alla fine dell’anno scolastico vengono promossi anche se con qualche debituccio recuperabile durante l’estate… ma il resto dei ragazzi? Come comportarsi con loro? I genitori spendono fior di quattrini per doposcuola vari, attività extra ma i risultati sono sempre scadenti. Come fare? Innanzitutto, stabilendo il fatto che nessuno nasce più intelligente di un altro, il problema è nella voglia e nell’interessa con cui il figlio in questione affronta la scuola. Magari se il genitore riesce ad invogliarlo con premi, magari infondendogli lo spirito del “lo studio è la ricchezza dei poveri” oppure ideali del tipo “la scuola è importante”; già è un punto di partenza. E’ fondamentale la vicinanza dei genitori. Se con il doposcuola non si ottengono risultati, potrebbe essere una buona idea organizzare i gruppi studio: invitare a casa qualche compagno di classe del figlio (magari più bravi a scuola) che possano fargli tornare la volontà di affrontare un percorso di studi. Di prendere la scuola con allegria e come una cosa che non si deve fare ma anche bene perchè è uno dei pochi sbocchi che ci offre la nostra società. A volte anche affliggere importanti punizioni può essere un modo importante per far cambiare le abitudini del proprio figlio ma non deve essere la prima cosa da fare. Altro accorgimento è quello di non “umiliare” il figlio davanti agli altri, cercando di incoraggiarlo sempre anche di fronte le difficoltà che ad esempio una riunione scuola famiglia può offrire. Se proprio la scuola non fa per vostro figlio non ci sono problemi; l’importante è che non subisca la sconfitta scolastica come una sconfitta che gli ha inflitto la vita ma deve essere solo una batosta per fargli capire come funziona il nostro vivere. Soluzioni? Incoraggiarlo, convincerlo di fargli terminare almeno le scuole superiori nei cinque anni previsti per farlo avviare al lavoro. Tutti i lavori sono belli e produttivi economicamente: vostro figlio deve capire quale può essere quello che può piacergli di più tra quelli a disposizione per poi tentare una “carriera”. Ebbene si, anche senza laurea, si possono fare lavori importanti ma il presupposto è (visto che non si può concorrere con la laurea) è l’esperienza; quindi sarà importante che vostro figlio comincerà a lavorare subito dopo il diploma. Tutto questo per dire: cari genitori, non disperate: con la volontà si va dappertutto!

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